Chi sono

Chi sono io? È una domanda che mi sono fatto per molto molto tempo. Non vi ho mai trovato risposta. Nella ricerca, però, mi è capitato di capire cosa io dovessi fare.

Sono nato nel 1985 a Mestre, appena al di qua di quel ponte che separa la terra ferma da quello che era il “Regno Serenissimo”, una città ricca di magia: Venezia.

Sin dal momento in cui venni al mondo, mi scontrai con l’opinione controversa dell’uomo: una dolce nonna, che non ricordo d’aver conosciuto, vedendomi al termine di una gravidanza non troppo felice esclamò:  “Che brutto!”. Imparai a conoscere la sofferenza, già da dentro le viscere di mia madre.

Per la medicina di allora, mia madre non avrebbe potuto avere figli e nessuno più dil lei mi aveva voluto. Aleggiava una grande “paura di anormalità”: mia madre non voleva dare alla mia vita lo stesso peso che aveva avuto la sua a causa della sua sodità. Nonostante questo era conscia che, qualora fosse successo, mi avrebbe insegnato comunque i valori che permeavano la sua vita.

Sin da bambino, in maniera innata, sognavo di fare il medico. Alle superiori, però, mi dovetti scontrare con la mia pigrizia: considerato capace ma privo di voglia di impegnarsi. Avrei voluto ripiegare su una soluzione molto più comoda e attinente con le mie attività dell’epoca: ero uno sportivo poliedrico, comandavo bene il mio fisico e volevo metterlo, in un modo o nell’altro, a servizio degli altri. Come il medico, ma in un’altra forma: volevo difendere i deboli arruolandomi nel corpo dell’esercito.

Alla fine ha vinto la prima passione. Sarò un medico!
Il primo tentativo di passare il test di ammissione, nonostante la preparazione, non andò come speravo: 0,2 punti mi separarono dal mio sogno. È stato un bello smacco per uno spaccone sbruffone come ero allora: sempre sicuro di me stesso nelle azioni per nascondere una profonda insicurezza di personalità. Ho lavorato, non sopportavo l’idea di pesare sulla mia famiglia per un mio errore perchè se mi fossi impegnato di più avrei potuto ottenere quello che volevo. Il secondo tentativo mi rincuorò: arrivai 21esimo. Esattamente come il giorno del mio compleanno. Lo presi come un buon auspicio.

Durante il periodo universitario, appresi ciò che la medicina occidentale insegna: anatomia, fisiologia, fisiopatologia. Amavo quelle materie, ma c’era sempre qualcosa che mancava. L’essere umano credevo avesse qualcosa di più della semplice carne.

La vita non ha mancato nel fornirmi le occasioni per farmi le domande giuste. A tutte queste domande sto ancora cercando di trovare una risposta. La prima è stata la più difficile da accettare. Le risposte a tutte le mie domande non possono essere trovate nel contesto in cui mi trovo. La scelta cui mi sono trovato di fronte, quindi, era tra: accontentarmi di una vita sicura e stabilita ma consapevole di non trovare la completezza o seguire ciò che da tanto tempo sento come sentimento inspiegabile, l’unico che mi completa ma anche l’unico che non so assolutamente dove mi porterà, semplicemente per un “atto di fede”.
Ho scelto la seconda. E, per essere coerente, volevo partire. La prima destinazione sarà l’India, inizio di un viaggio che si dispiegherà per il Nepal, il Tibet e la Birmania.

Ciò che succederà è ancora ignoto.
Scoprendolo cercherò di condividerlo con voi.

∼ Simone

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