La Canapa promuove la salute, nostra e del pianeta

Negli anni’90 il parlamento europeo aveva promosso la coltivazione della canapa industriale per poterne utilizzare la fibra come isolante al posto della lana di roccia, riconosciuta come altamente cancerogena. Da allora si sono sperimentati innumerevoli nuovi ed antichi utilizzi, tutti volti ad un miglioramento dell’impatto sull’ambiente e un miglioramento della salute degli utilizzatori e dei produttori di materiali di canapa. Lo scorso anno sono stato intervistato da un’associazione di agricoltori, che mi ha chiesto: “Perché coltivi canapa?”. La mia risposta è stata: “perché non mi avveleno, non avveleno i fruitori dei miei prodotti e non avveleno l’ambiente!”.

 

Perché la Canapa è una pianta così versatile?

Coltivata in pieno campo, la canapa promuove il risanamento del terreno migliorandone la struttura, richiedendo un terreno ricco di materiale organico, soffocando le erbacce e allontanando la maggior parte dei parassiti e permettendo raccolti diversificati. Rilascia una quantità enorme di ossigeno, tanto che se la si utilizza come combustibile alla fine il ciclo di assorbimento CO2/produzione di O2 è ancora positivo.

Dopo la raccolta si ha una separazione delle parti della pianta, che andranno a costituire prodotti destinati ad innumerevoli utilizzi:

  • FIBRA: si fanno soprattutto i filati: la stoffa di canapa è e si mantiene sterile: negli ospedali ancora oggi le bende per le piaghe da decubito sono di canapa; le pezze di stoffa che si mettevano sotto ai sugheri nelle chiusure delle botti di vino erano di canapa; i vestiti di canapa sono traspiranti, freschi d’estate e caldi di inverno, buoni isolanti contro i raggi UV; le corde di canapa sono le uniche resistenti contro la salsedine e, al contrario di quelle di acciaio non si spezzano con il gelo; la fibra corta (tecnica) viene usata per gli interni ed i cruscotti delle automobili e per le vernici traspiranti.
  • CANAPULI: la parte legnosa dello stelo, viene utilizzato soprattutto per lettiere per animali e in Italia c’è un boom per il suo utilizzo in edilizia. Il canapulo delle varietà italiane è più grosso ed ha una migliore consistenza e struttura di quello delle varietà monoiche o provenienti da climi freddi. Una casa con i muri di legno calce e canapa è considerata “passiva” con valori di isolamento, trasmittanza della temperatura esterna, fonoassorbimento e traspirabilità superiori. Anche gli intonaci possono essere realizzati in calce e canapa, e un “cappotto” di questo materiale è l’ideale per il risparmio energetico. Una casa in calce e canapa assorbe CO2 per almeno cent’anni, è antisismica e il canapulo dopo pochi mesi inizia a pietrificare, diventando praticamente eterna. Con un ettaro di canapa si può costruire una casa di circa 100 metri quadrati, con un costo circa pari a quello dei materiali convenzionali. Ci sono progetti per l’utilizzo del canapulo come pellet, per l’estrazione della cellulosa, come sostituto del grafene, come sostituto della fibra d’amianto, come integratore del mangime degli erbivori.
  • SEME è una miniera di possibilità per la salute. In Italia si fanno da 4 anni alimenti contenenti semi (o parti di semi) di canapa, e siamo i primi nel mondo. Dall’olio alle farine, i semi interi o decorticati, i prodotti da forno, le bevande, le aggiunte di semi a tutti gli alimenti, dai formaggi ai dolci. Il seme di canapa è fonte di salute: lo scorso anno è uscita la notizia che il seme di canapa potrebbe riparare il DNA danneggiato. Anche nei cosmetici troviamo che il seme di canapa ha grosse possibilità di essere uno dei migliori aiuti per la pelle e i capelli, e tanti produttori di cosmetici stanno utilizzando l’olio di canapa per i loro prodotti.
  • INFIORESCENZE della canapa sono usate in Italia per tisane, come spezie nei cibi e per insaporire bevande (ad es. al posto del luppolo nella birra), per vaporizzazioni. Molti utilizzatori, soprattutto per uso terapeutico, preferiscono le infiorescenze della canapa legale a quelle più forti, ma sicuramente meno equilibrate e con uno spettro di terpeni e cannabinoidi difficilmente così vasto come quello di milioni di individui coltivati al sole.

Ma è come “medicinale”, in grado di alleviare davvero tanti dolori e tanti problemi di salute che la canapa industriale si è mostrata una sorpresa, anche se fino a poco tempo fa ancora il governo non la voleva riconoscere come possibile aiuto, riservando alla sua sorella minore, ricca di THC, la sola possibilità di essere curativa. Si moltiplicano i produttori di estratti al CBD: alcuni onesti e preparati, altri che improvvisano o vedono una possibilità di facile lucro, sulle spalle dei malati.

Attenzione: il CBD da solo ha un’azione limitata e ne occorrono relativamente grandi quantità per essere efficace. In più ha un effetto “campana”: fino ad un certo punto non è efficace, e poco oltre può avere effetti contrari.

Un fitocomplesso è certamente più efficace, a dosi decisamente minori e con uno spettro più ampio di azione su più patologie. Il fitocomplesso di alcune varietà industriali, con un quantitativo comunque maggiore di CBD rispetto al THC e quindi non psicoattivo a dosi terapeutiche, sembra essere particolarmente bilanciato per favorire uno stato generale di benessere. Confrontando (con Franco Loja…ciao Amico, grazie per tutto quello che hai fatto per la cannabis!) più di 300 analisi su varietà diverse di cannabis, estratti, resine, abbiamo visto che solo le varietà himalayane e le nostre (italiane) industriali hanno uno spettro quasi completo di cannabinoidi e di terpeni. Tutte le altre, specialmente quelle superselezionate per alto THC hanno uno o due cannabinoidi e uno o due terpeni. E come esperienza “sul campo” posso affermare che le piante più complete sono anche quasi sempre le più efficaci, nonché le più piacevoli da usare, per qualunque scopo).

Franco Casalone

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