Finalmente una buona notizia, c’è luogo e luogo per fare i pagliacci.

“Finalmente una buona notizia c’è luogo e luogo per fare i pagliacci”

“per una volta poteva pure dismettere tunica e ciabatte e vestirsi con un po’ di dignità, come da regolamento del senato”

“non siamo in Nepal, un abbigliamento più consono alla situazione ci sarebbe stato, suvvia un po’ di buon senso”

Questi i commenti alla mia foto di ieri che mi hanno colpito al di sopra degli altri e che mi hanno indotto a scrivere questa breve “storia”.

Due giorni fa sono arrivato a Roma con i miei due zaini forse un po’ troppo carichi. Arrivavo da
Torino, dove, dopo aver presenziato al congresso “Terapie Stupefacenti” avevo offerto a mia professionalità gratuitamente, così come il Dr. Delfino del Medical Cannabis Club Torino.

Abbiamo eseguito, insieme, le prescrizioni di Cannabis durante il XIV congresso dell’associazione Luca Coscioni.

A quell’evento ho partecipato su richiesta di una cara amica, che mi ha offerto ospitalità a Torino, la Dr.ssa Tania Re. Sono stato avvisato di quest’evento il giorno prima ed ho rimandato di un giorno il mio viaggio a Roma per potervi offrire i miei “servizi”.

Dopo quest’evento e una notte di autobus, sono approdato a Roma, l’idea era quella di staccare un po’ da tutta la società e rimanere un po’ di tempo al Kalimandir, unico tempio induista in Italia, retto da Sri Krishna Nath, al secolo Alessandro Pace, uno dei protagonisti dell’ultima puntata di Nemo (programma su Rai2) dal titolo “Nessuno Escluso” (“Se fai una scelta la devi fare fino in fondo” Baba Krishna Nath, guarda il video qui a partire da 1h 04′)

Ero venuto a cercare risposte e, in un modo che non mi sarei mai aspettato, le ho trovate.

Un lapsus che non mi succede quasi mai ha fatto si che io mi scordassi di avvisare, il tempio, della presenza di Dike. Questo lapsus ha fatto si che io non potessi permanere laddove avevo sperato di poter stare almeno una decina di giorni.

Non avevo la minima idea che al Senato si sarebbe svolta questa presentazione, semplicemente perché non mi era stato comunicato da nessuno. Così come l’evento di Torino, anche quello romano, mi è stato comunicato da un’amica, un’altra Tania, che da Venezia stava prendendo un treno per venire a Roma.

Ero a Roma, senza un posto dove poter trascorrere la notte e molte persone che conoscevo si sarebbero recate a quell’evento. Ho deciso di andare, al massimo avrei salutato qualche amico che non vedevo da molto tempo. Al resto avrebbe provveduto l’Infinito.

(L’amore che dai torna indietro, sempre, ed oggi scrivo questo articolo da casa di Daniela, l’Universo si è preso cura di me in maniera impeccabile perché lei e suo marito, amici telematici conosciuti solo ieri di persona, si sono rivelati essere due esseri umani eccezionali che mi hanno accolto in casa loro come un vecchio amico.)

Potrò anche essere giudicato “senza dignità” ma nel mio zaino da viaggio non porto né giacche né cravatte e di sicuro non avevo il denaro per comprarmi qualcosa utile ad agghindarmi per l’occasione.

La mia dignità potrebbe crollare ancora di più se affermassi che, per scelta, così come non mangio più carne e non bevo più alcool, ho deciso di non indossare più abiti simili, simboli, per me, di una lunga costrizione di personalità durata per molti anni. Sic Est.

Ho girato per Roma la mattina con circa 20 kg sulle spalle e un cane. Ero perfettamente consapevole che non mi avrebbero fatto entrare al Senato, sia perché non avevo vestiti adatti, sia perché con me c’era Dike il che rendeva tutto molto più complesso.

Ho però voluto provare e, in un bar, mi sono cambiato d’abito, in bagno, indossando quello che è, per il mio modo di pensare, il più rispettoso in assoluto. L’abito con il quale, nel sud est asiatico, avrei potuto senza alcun problema incontrare un qualsiasi Primo Ministro.

In occidente, soprattutto in Italia, però, l’abito fa ancora il monaco. Non importa chi sei e cosa pensi, il “rispettoso decoro”dell’autorità viene prima.

Mi ha fatto sorridere anche un altro commento “si ma lui non è né il Papa né il Dalai Lama, lo diventi e poi potrà entrare in senato in gonna e ciabatte”. Rassicuro tutti sul fatto che non vorrei diventare né l’uno né l’altro. Non mi piacciono i fondamentalismi e i preconcetti, qualsiasi essi siano.

Il vestito che indosso nelle foto, a differenza di quello che è stato scritto nei commenti, non è una “gonna” ma si chiama Kurta ed è un vestito tradizionale indiano che mi è stato confezionato su misura da un sarto a Meerut (a 60 km da Delhi), graditissimo dono di Dhiraj e Nevedita, due carissimi amici, fondatori di SHIV, l’unica azienda in Nepal che utilizza la pianta selvatica di Cannabis.

C’era un regolamento e io l’ho rispettato. Sono rimasto fuori dal senato a far due chiacchere con Christian Ferri, perfettamente consapevole sin dall’inizio che sarebbe andata così.

Ero anche perfettamente consapevole, però, che la presenza delle persone alla conferenza stampa sarebbe stata “inutile”. Nessun paziente, o presente, infatti è stato audito. Tutto si è svolto, come spesso capita in Italia, nel massimo rispetto della forma e nella minima considerazione della sostanza.

Io sono rimasto fuori dal senato come previsto e, come previsto, sono stato giudicato come “pagliaccio”. Quelli dentro al senato, che decidono delle nostre vite, però, hanno rimandato al giorno successivo (oggi ndr) una discussione etichettata come “URGENTE”. Il Senatore Ciampolillo, che ci ha raggiunti ieri sera, ci ha raccontato come la “scusa che troveranno” sarà che c’è già il decreto Miotto in discussione e che quindi non verrà ravvisata la necessità di discuterne uno ulteriore.

Le persone comuni, mentre questo sterile dibatto continua all’infinito, come la lotta di don Chisciotte contro i mulini a vento, continuano a soffrire e a vedere negato il loro diritto alla salute.

Mi sono posto onestamente la domanda di chi fosse il pagliaccio. Tale figura è rappresentata da colui che si veste in modo differente dalle convenzioni o da coloro che prendono coscientemente in giro dei loro connazionali? Io, personalmente, preferisco essere categorizzato tra i primi. Un vestito si può cambiare facilmente, una mente ricca di preconcetti e pregiudizi, purtroppo, no.

Hari Om

Simone