Introspezione: il Pregiudizio tiene in ostaggio la Libertà

Vorrei dedicare questo 14esimo lunedì di silenzio ad una famiglia che sta seriamente rischiando di essere distrutta da un pregiudizio. Ogni volta che mi trovo a riflettere su simili questioni non posso che riflettere sul concetto di Libertà e di come questo sia, talvolta, un’illusione perfettamente integrata nel nostro sistema nervoso. Ho sempre trovato strano che i mezzi che Madre Natura ci offre per poter fare esperienza personale di questo concetto, siano, sistematicamente, illegali. Ed è strano notare come tale illegalità, possa, logicamente ed intrinsecamente, mantenere lo status quo di questo sistema sociale che, di per certo, potrebbe essere molto più compassionevole.

Meditiamo.

Ho vissuto più di un anno senza televisione e senza accesso alla “stampa”. Le informazioni che mi giungevano percorrevano il canale dei familiari o quello più “selvaggio” di Internet.

Non è mia intenzione fare il processo alla stampa italiana. Disquisire su quanto sia libera o meno non è una prerogativa di cui mi arrogo. Cerco semplicemente di osservare ciò che vedo. Per quanto riguarda il tema Cannabis noto, sempre, un clima che oserei definire “terroristico”.

Il pensiero prevalente riguardo a quest’argomento fa si che le notizie vengano diffuse con un allarmismo iperbolico. Viene quasi il dubbio che vi sia come una volontà ferrea, di far apparire certe cose sotto una certa luce.

L’ingestione di Cannabis da parte di un bambino non è sicuramente da sottovalutare dal punto di vista medico. Nel caso succedesse quest’evenienza e non si sapesse con certezza come comportarsi, è meglio rivolgersi al proprio dottore di fiducia. Ai miei colleghi che riceveranno questi casi, però, mi sento di dire di considerare questo evento accidentale, deontologicamente, come tale.

Se analizziamo alcuni dati, totalmente privi della componente “emotiva”, derivanti dalla vasta esperienza americana, vediamo come l’intossicazione accidentale da Cannabis per i bambini sotto i 12 anni sia molto più rara di alcune sostanze note a tutti.

Al giorno d’oggi, inoltre, non è conosciuto in letteratura scientifica nessun caso di effetti avversi a lungo termine dopo l’ingestione accidentale di Cannabis.

Se osserviamo i dati del Colorado vediamo come, sebbene alcuni bambini abbiano richiesto un aiuto più “strutturato” da parte delle equipes mediche, nessuno di loro ha riportato conseguenze al momento della dimissione.

L’esposizione “violenta” di questa notizia da parte della stampa nazionale, ha, quindi, poco fondamento scientifico. Si potrebbe pensare, invece che, questa “violenza” derivi da un rifiuto categorico di osservare la scienza per quello che dice effettivamente, lasciandosi andare, invece, ad interpretazioni della stessa scienza per avvalorare le proprie motivazioni, opportunisticamente.

Quello che invece mi ha spaventato, nel prosieguo della vicenda è che ora, la potestà genitoriale sia messa in discussione. Sono uscite dichiarazioni d’affido della bambina all’ospedale, di possibile adottabilità della stessa. Il nostro amico e Senatore, On. Alfonso Ciampolillo del M5S, prendendosi sempre a cuore le situazioni simili, è andato a verificare di persona le condizioni della bambina trovando una situazione del tutto normale.

Ho letto dichiarazioni di “genitori tossicodipendenti”, di “spacciatori di sostanze chimiche” et similia. Io credo che, prima di mettere alla berlina due persone umane si dovrebbe avere la delicatezza e la cortesia di ascoltare, con rispetto, la storia di ognuno. Non credo che una madre incinta, in quelle “particolari condizioni di vita”, non avesse una storia da raccontare e da comprendere.

Etichettare come tossico irresponsabile un essere umano, con una semplicità simile, mi ha fatto correre un brivido lungo la schiena. I pregiudizi, i preconcetti, prevalgono e, se riescono a guidare un pensiero con così tanto vigore, se riescono a indurre nelle persone un sentimento di disprezzo nei confronti di un’altra con cui non hanno nemmeno parlato una volta, allora, ci si dovrebbe porre seriamente il dubbio che l’uomo abbia, davvero ed inconsciamente, perso, la sua impagabile libertà di essere, liberamente, se stesso.