Pazienza. Che strani insegnamenti possono dare le mucche #Panauti#giorno16

Charlie aveva appena fatto un acquisto molto importante. 9 Alberi. Questa ricchezza che dona la foresta ci sarebbe servita sia per scaldarci la sera durante l’incipiente periodo invernale sia per poter effettuare la costruzione della Gumba che necessita di pali esterni che reggano la semplice struttura che mi offra una cucina ed un “magazzino” nel sottotetto. Il Sabato era la giornata predisposta per il lavoro di abbattimento, taglio e trasporto di tutti i tronchi. Ogni pezzo nella casa corretta.



È stato in quel giorno che Charlie mi ha chiesto, per la prima volta, di badare alle mucche in aiuto a Vanessa che già lo stava facendo da qualche giorno. Thomas, il suo aiutante usuale, nonché ragazzo da diversi anni, avrebbe aiutato Charlie e gli altri nel lavoro con gli alberi. Nella fattoria il direttore d’orchestra è il Baba e quindi non ho questionato sulla distribuzione dei ruoli. Motivo principale è che ero incuriosito dall’esperienza di dover dirigere le 8 mucche che ci davano il latte tutti i giorni attraverso sentieri del bosco affinchè le bestione di sfamassero.
Non avevo la minima idea a cosa stavo andando incontro ma sapevo che era necessario.
Il programma era 4 ore, andata e ritorno attraverso un pezzo di sentiero. Spavaldamente ho infilato il Kindle nel borsello credendo di avere del “tempo libero” in cui le mucche avrebbero pascolato liberamente ed io avrei potuto leggere pacificamente il mio libro. A volte le proiezioni della mente sono proprio del tutto fuori strada.

Il momento di partire era venuto. Il primo passo è stato slegare le mucche dal loro posto. I poveri animali appena liberi, andavano in cerca di cibo nelle vicinanze. Prima sfida, fare uscire gli animali dalla loro “zona giorno” ed indirizzarle verso il sentiero che avrebbero dovuto percorrere. Sia io che Vanessa avevamo un bastone per aiutarci nel compito, ma che senso aveva usarlo nel modo comunemente inteso?. In sintonia usavamo il bastone solo come appoggio per il nostro passo e per toccare leggermente le mucche sui glutei in tono incoraggiante. Ho passato le successive 4 ore a dialogare con le mucche, cercando di convincerle, a parole, a fare quello che comandavo io. Mi sono sentito così frustrato che a tratti ho perso la pazienza con me stesso. Quelle mucche Charlie le ha prelevate da contesti un po’ particolari, molte di loro sono state legate all’interno di un cortile domestico per tutta la vita. La libertà è per loro un concetto talmente inebriante che la loro volontà di scoperta e la possibilità di scorrazzare libere tra i boschi porta questi magnifici e pacifici animali a fare delle scampagnate inaspettate in mezzo alle terrazze coltivate o tra la boscaglia della giungla. Le regole umane, però, purtroppo, impongono determinati confini entro cui questi animali “dovrebbero stare”. Ho scoperto in maniera esperienziale che convincere un animale di più di 200 kg ad ascoltare le tue direttive può essere molto snervante. La comunicazione deve avvenire attraverso piani differenti. È possibile, è solo un po’ più complicata. Devo ammettere, infatti, che talvolta la comunicazione difficoltosa ha fatto insorgere l’antico spirito agreste veneto. Fortuna che tra le montagne nepalesi nessuno conosce l’italiano. Alla fine di quel “giretto” ero abbastanza stremato. Mai avrei creduto che fosse un lavoro così provante. Rientrati alla base era l’ora del chai. E, con il the, come spesso succede, era l’ora delle storie.

Visto che ormai avevo fatto amicizia con tutte quelle bestiole mi premeva capire qualcosa di più della loro vita, esattamente come delle amiche. Tutte le mucche sono gravide, la prima partorirà tra 6 settimane. Sebbene questo possa sembrare un fatto ordinario nel nostro caso specifico non lo è.
Quando Charlie ha iniziato a prendersi cura di quegli animali, come vi dicevo, avevano già una loro storia e per due di queste mucche questa storia conduceva ad un infertilità conclamata da parte del veterinario. Una perché avevano provato per diversi anni ad inseminarla senza risultato o con aborti precoci, l’altra aveva dato alla luce 3 vitelli morti uno dopo l’altro e non era più riuscita a rimanere gravida. Il veterinario, con Charlie era stato categorico. Le mucche non potranno procreare. Charlie, però, ha continuato a dare loro amore e a curarle nel migliore dei modi possibili per lui. Quest’anno entrambe le mucche sono rimaste gravide e la gravidanza è proceduta senza intoppi fino ad ora. Il veterinario era assolutamente esterrefatto e tutto il villaggio ora mormora che quel baba abbia davvero qualche potere di risanamento degli esseri viventi. Charlie raccontava questa storia ridendo. Me ne aveva raccontata un’altra, sempre ridendo, in precedenza, ancora più strana che implicava un arresto dell’uscita del latte dalle mammelle delle mucche per diversi giorni, una preoccupazione generale, dei mantra, e un ipotetico “scontro” con le note 3 streghe del villaggio.
Il mondo è pieno di storie bellissime, l’importanza che ognuno di noi attribuisce ad ognuna di esse influenza la vita in maniera differente, siamo portati a pensare che alcune influenze abbiano una valenza positiva ed altre una negativa attribuendo questi valori secondo altri schemi che ci siamo prefigurati, dimenticandoci, così, che, in fondo, è solo una storia. Per me, questa, è diventata la magica storia di Panauti. Poterla vivere mi riempie il cuore.